Nel cuore della Regione Marche

Il Castello di Monterado

Nel cuore del borgo di Monterado, dove si affacciano le case più antiche e dove si percepisce ancora la vita operosa di chi, in questo spazio, trovava l’incontro quotidiano

Un luogo di magia e incanto con una lunga storia che risale al 1267

Il Castello di Monterado, situato su un poggio marchigiano con vista sulla vallata fino al mare, vanta origini antiche che risalgono al 1267.
Da centro fortificato medievale passò sotto il Ducato di Urbino e i Della Rovere, per poi essere trasformato nel 1742 dai Gesuiti in un imponente palazzo, fulcro di attività agricole e tessili.
Nell’Ottocento, divenne residenza principesca di Massimiliano di Beauharnais, nipote di Giuseppina Bonaparte, che lo abbellì con affreschi e decorazioni in occasione delle sue nozze con la figlia dello Zar.

Il progetto architettonico è ispirato ai disegni di Luigi Vanvitelli e oggi il castello conserva intatti sia gli ambienti nobiliari che l’antica cappella interna.

Il Castello di Monterado ha tutto ciò che serve per il tuo relax


Il Castello sorge antistante alla piazzetta centrale, nel cuore del borgo di Monterado.
Dalle stanze del castello si gode un panorama suggestivo: la vista spazia dolcemente sulle colline circostanti e sulla valle del Cesano, che risale dalla riva del mare Adriatico verso le cime degli Appennini. Sarà per noi una gioia aprirvi le ampie sale e le suites, tutte riccamente affrescate ai primi dell’ottocento da Corrado Corradi, uno dei più apprezzati pittori marchigiani.

Il salone delle 4 stagioni
natura

Il Bosco secolare

Intorno alla dimora si estende il bosco di pini, querce secolari, allori e viburni, fatto piantare dal Conte Cerasi nel 1846. Sono sette ettari di parco privato nel quale suggestivi sentieri ombreggiati invitano a godere della tranquillità del luogo e delle passeggiate nella natura viva. All’interno dell’area, da alcuni anni, hanno trovato naturale dimora caprioli, lepri, istrici, fagiani e scoiattoli, che spesso si mostrano al visitatore lungo il sentiero. Il giardino del palazzo, dai tipici profumi mediterranei, è ricco di coloratissime rose, piante di agrumi e da aiuole fiorite ed è ombreggiato da giganteschi cedri del libano.

Il Castello di Monterado
Storia di un luogo straordinario

Affacciato sulla valle del Cesano, a due passi dal mare Adriatico, il borgo fortificato di Monterado custodisce una storia che attraversa secoli, dinastie e rivoluzioni. Dalle sue origini medievali alla sua rinascita come dimora di charme, il Castello di Monterado è testimone vivo del tempo, dell’arte e delle passioni umane.

Le origini medievali

Monterado viene edificato nel 1267 e, appena un secolo più tardi, nel 1379, viene fortificato da solide mura difensive. In quest’epoca, come gran parte delle Marche, il borgo è sotto l’influenza dello Stato Pontificio.

Nel periodo compreso tra il 1285 e il 1462, Monterado passa sotto il controllo della signoria dei Malatesta, una delle famiglie più potenti dell’Italia rinascimentale, con origini romane ma cuore a Rimini. Successivamente viene conquistato da Federico da Montefeltro, il celebre Duca di Urbino e mecenate delle arti, e infine assegnato alla casata dei Della Rovere, grazie all’unione dinastica tra Giovanni della Rovere e Giovanna, figlia dello stesso Federico.

La trasformazione gesuitica

Un profondo cambiamento avvenne nel 1742, quando l’intero borgo fu acquisito dal Collegio Germanico-Ungarico dei Padri Gesuiti. Fu questo ordine religioso a trasformare radicalmente l’aspetto del paese. I Gesuiti demolirono le antiche strutture civili e religiose, utilizzarono le mura difensive come base, e commissionarono la costruzione del grandioso palazzo che oggi conosciamo come il Castello di Monterado, ispirandosi ai rinomati disegni dell’architetto Luigi Vanvitelli Il nuovo edificio divenne il fulcro delle attività economiche gesuite, tra cui una fabbrica tessile, un centro di produzione agricola e una sede amministrativa. Nello stesso periodo, nel cortile interno venne edificata una piccola cappella, che ancora oggi conserva un dipinto originale dedicato a Sant’Ignazio di Loyola. La documentazione dell’acquisto è conservata presso l’Archivio Nazionale dei Gesuiti a Roma.

A testimoniare la visione lungimirante dell’epoca, nel giardino venne piantato un cedro del Libano, che con i suoi oltre 300 anni domina imponente ancora oggi il paesaggio e lo splendido giardino all’italiana.

Un amore imperiale: Massimiliano e Maria Romanova

All’inizio del XIX secolo, il Castello vive una stagione inaspettata grazie a un amore romantico e visionario. Massimiliano di Beauharnais, figlio di Eugenio (viceré napoleonico del Regno d’Italia), si innamora della principessa Maria Nikolaevna Romanova, figlia dello zar Nicola I di Russia.

Lo zar accetta l’unione a condizione che Massimiliano si trasferisca in Russia, si converta alla religione ortodossa e cresca i figli come principi russi. Ma prima di partire, Massimiliano desidera godere di una lunga luna di miele italiana con la sua amata. Sceglie proprio il Castello di Monterado, che trasforma in un rifugio romantico e intellettuale.

Commissiona al pittore Corrado Corradi la decorazione degli interni. Nascono così affreschi unici, tra cui spicca il Salone delle Quattro Stagioni. Le scene rappresentate mostrano tetti spioventi e paesaggi innevati: omaggi discreti alla lontana Russia, mescolati a dettagli della campagna marchigiana.

Il conte Cerasi e il bosco che abbraccia il castello

Durante gli anni Quaranta del XIX secolo, lo Stato della Chiesa ritenne rischioso continuare con il sistema degli appannaggi, temendo che i Beauharnais potessero creare uno “Stato nello Stato”. Fu così che il conte Cerasi, banchiere dello Stato Pontificio e appassionato di caccia, acquistò la proprietà nel 1846. A lui si deve la piantumazione del rigoglioso bosco che ancora oggi circonda il castello, divenuto dimora naturale di caprioli, lepri, istrici, fagiani e scoiattoli, spesso visibili lungo i sentieri che attraversano la tenuta. Il conte è ricordato anche per le sue opere di miglioramento e sostegno alla popolazione locale.

Guerre e resistenza

Con l’Unità d’Italia del 1861, Monterado viene annesso al Regno d’Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale, numerosi giovani del paese vengono chiamati al fronte: venti di loro non torneranno. A loro è dedicato un monumento commemorativo in pietra.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Castello è prima occupato dal comando tedesco in ritirata, poi da quello alleato. Truppe polacche, inglesi e americane vi si insediano, tra cui il generale Władysław Anders, comandante del corpo di spedizione polacco in Italia.

Le cantine del Castello diventano rifugio per oltre 600 sfollati, provenienti soprattutto da Senigallia. La grande cucina, con il forno per il pane, è fondamentale per sfamare la popolazione.

Marisa Cinciari Rodano: memoria, arte, resistenza

Il Castello è stato anche dimora estiva di Marisa Cinciari Rodano, madre di Andrea e nonna di Angela e Orlando, la quale era solita ritirarsi nella quiete della campagna marchigiana per dipingere, leggere, scrivere. Marisa, di famiglia ebraica, fu parte attiva della resistenza antifascista a Roma, nelle file del Movimento dei Cattolici Comunisti e nei Gruppi di Difesa della Donna. Fu eletta deputata nel 1948 e anche se oggi viene ricordata come colei che istituì il simbolo della mimosa per la festa dell’otto Marzo, la sua eredità culturale è di gran lunga più vasta. Ad esempio, siamo quasi certi che molti volumi appartenenti alla Biblioteca del Castello si trovino qui proprio perché lei li aveva ereditati – la Biblioteca ad oggi conta quasi duemila volumi.

Dal restauro alla rinascita

Grazie al grande impegno di Andrea Rodano, che si spese per ristrutturare l’edificio, gli enormi danni causati dalla guerra oggi sono un ricordo lontanissimo. I lavori di ristrutturazione sono cominciati grazie a lui nel 1989 e sono perdurati nel tempo, fino a quando il figlio Orlando nel 2005 decise di aprire le porte della dimora storica trasformandola in una residenza di charme. Un gesto che non solo ha restituito splendore al Castello, ma permette oggi ai visitatori di immergersi in un luogo che ha attraversato, testimoniato e custodito secoli di storia europea.

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